Pochi giorni fa è uscita la notizia che riportava la decisione, del Sindaco di Udine Fontanini, di non voler portare avanti il progetto che prevedeva l’installazione delle nuove antenne a supporto della tecnologia 5g. Tale decisione è stata sostenuta dalla volontà di voler minimizzare l’esposizione ai concittadini di campi elettromagnetici legati a nuove tecnologie.  Tutto questo in attesa di nuovi dati sull’ effettiva o meno pericolosità sull’uomo.

In seguito alla pandemia in corso, inoltre, sono state divulgate diverse fake news che attribuiscono delle correlazioni tra il 5g e il covid-19 .Lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha riportato, all’interno delle 10 fake news relative all’argomento Covid-19, che “Non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G”. L’ ISS va oltre e sostiene che “Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all'esposizione alle tecnologie wireless”.

A febbraio sul sito dell’Arpa era uscito un comunicato circa le prime misurazioni effettuate da parte dell’ente, dalle quali si evinceva che attualmente l’impatto del 5g risulta nullo, dato, probabilmente legato al poco traffico attualmente presente su tale tecnologia. L’arpa specifica, inoltre, che si tratta di valutazioni preventive e che in seguito alla successiva installazione di un impianto radiobase il campo elettromagnetico verrebbe verificato periodicamente.

Ma vediamo di fare un po’ di chiarezza su che tipo di tecnologia è quella del 5g.

Cito l’articolo uscito nella news dell’Arpa del 24 aprile di quest’anno “Rispetto alle antenne tradizionali, quelle 5G sono definite “attive” (o a fascio tempo-variabile), poiché sono in grado di modulare il fascio di radiazione in base alle necessità e alle richieste. Queste antenne sono definite anche “intelligenti”: non emettono più un fascio distribuito in modo statico attorno al punto di emissione, ma sono in grado di attivare secondo necessità singoli elementi radianti (o gruppi di elementi radianti), indirizzando il segnale solo verso gli utenti in quel momento connessi.” Il 5g utilizzerà tre bande di frequenza 700mhz, 3600-3800mhz e 26Ghz a differenza delle attuali che sfruttano le frequenze tra 800mhz e 2.6ghz. Il fatto di utilizzare delle frequenze più alte rispetto alle precedenti pare preoccupare molto i cittadini. In merito a questo, però, sempre l’arpa fa presente che più le frequenze sono alte più hanno una pericolosità inferiore.

Sempre nella stessa news pubblicata sul sito dell’Arpa, fa presente che “L’associazione tra aumento della frequenza e maggiore pericolosità delle radiazioni non è corretta, basti pensare, ad esempio, alla luce visibile, anch’essa una radiazione elettromagnetica, che ha frequenze oltre 10.000 volte più elevate di quelle del 5G”.

Varie ricerche online sottolineano che il 5g è considerato rivoluzionario in quanto consentirà un’accelerazione nello sviluppo dell’IoT (internet of things). Quest’ultimo, permetterà che tutti gli oggetti siano connessi e dialoghino tra loro con i server centrali, senza contare il ruolo che avrà nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, nell’industria, nella gestione di veicoli autonomi e in tutto il processo di digitalizzazione in atto nei vari paesi.

Mi trovo molto d’accordo, anche, con quanto scritto nell’articolo de Il Sole 24ore (link in calce) nel quale viene illustrato come il 5g giochi un ruolo fondamentale per il futuro dell’economia mondiale. Viene infatti descritto come attualmente l’Europa si trovi in mezzo allo scontro tra USA e Cina. La scelta degli Usa di bandire le aziende cinesi Zte e Huawei dalla realizzazione del 5g nel paese, avvalendosi del motivo sulla sicurezza nazionale, ha creato parecchi problemi in Europa, problemi che rischiano di rallentare lo sviluppo del 5g nel paese. La motivazione di far leva, solo oggi, sulla sicurezza nazionale è alquanto ambigua considerato che Huawei è già da anni leader di mercato delle tecnologie di rete. Il motivo principale (sempre secondo l’articolo del sole24 ore) risiede nel fatto che la rete 5g non è soltanto più veloce della precedente 4g, ma riuscendo ad avere una bassissima latenza la rende perfetta per poter reggere un numero altissimo di connessioni contemporaneamente, dunque ideale per i ruoli sopra descritti.

Tornando alla nostra realtà, il 5g specialmente in molte zone del Friuli Venezia Giulia, è la tecnologia che servirebbe a risolvere il grosso problema del digital divide fonte di malfunzionamenti sui servizi IT aziendali, specialmente in questo momento in cui il telelavoro è fondamentale.

L’Arpa fa presente che “in nessun comune della Regione Friuli Venezia Giulia è prevista la sperimentazione del 5G. I comuni della regione che si trovano in situazione di divario digitale, non saranno sottoposti ad alcuna sperimentazione, ma ad essi sarà assicurata la copertura 5G entro il 2027, come al restante 99.4%

Penso che ad oggi, alla luce dell’attuale importanza a livello mondiale che c’è riguardo questa nuova tecnologia, che inciderà notevolemente sulla sfera economica del paese, sia importante sfruttare la sperimentazione del 5g per investire e contribuire ad effettuare test scientifici che consentano la verifica sull’effettiva dannosità della stessa rispetto a quella attualmente utilizzata e presente.

Articolo scritto da Francesco Dri, Responsabile Divisione tlc, voip e sicurezza Alctech

Fonti

Arpa:

http://www.arpa.fvg.it/cms/hp/news/Il-5G-prime-misure-Arpa-FVG-.html

http://www.arpa.fvg.it/cms/hp/news/Approfondimenti-Arpa-FVG-5G-tra-fake-news-e-realt.html

Sole24ore:

https://www.ilsole24ore.com/art/usa-contro-cina-l-europa-mezzo-5g-si-gioca-partita-il-futuro-dell-economia-globale-ABUwXmeB